Lo sviluppo della teologia carolingia


 

1. Anche se la piccolezza del nostro debole intendimento avesse il vigore necessario, non abbiamo la quantità di libri sufficiente per poterlo fare da noi, dal momento che nell’episcopio affidato alla nostra piccolezza non ho trovato neppure gli stessi libri canonici del Nuovo e dell’Antico Testamento, tanto meno le loro spiegazioni (Lettera di Freculfo a Rabano Mauro).


2. Umilmente chiediamo che spieghiate brevemente i libri del Legislatore, procedendo con impegno a esaminare e congrontare tra loro il lavoro di quelli che l’hanno in precedenza spiegato, e come raccogliendo dolci fiori da prati primaverili e ameni, al modo delle api nell’alveare, non tralasciate di offrirci un favo con miele profumato (Lettera di Freculfo a Rabano Mauro).


3. Se qualcuno per caso guarda questo nostro lavoro dall’alto in basso e lo considera superfluo perché molti hanno spegato le stesse cose meglio e più ampiamente, legga pure quelle cose che sceglierà per sé, si nutra ai grandi banchetti dei nobili dottori, e lasci queste nostre cose anchorché poverette a quelli che non possono prendere il cibo dei perfetti, il cui ventre non  ripieno di grassi non disdegna le verdure dell’orto, ma è solito mangiare cibarie di legumi. Sappia tuttavia che è vero quel proverbio popolare secondo il quale è più utile un sorso di poca acqua pura a chi ha sete, piuttosto che enormi coppe di vino aromatizzato a chi ha la nausea (Hrabanus, Expositio in Matthaeus, praef.).


4. Come innumerevoli e bellissime sono le sfumature di colore che si ammirano in una piccola parte de una penna di pavone, così sono molteplici i significati che si scoprono nella parola divina (Scotus, Periphyseon IV 5, (749c)).